Scheda Processo

TITOLO PROCESSO

Officina dei saperi – verso una rete tra le comunità di pratiche


ENTE TITOLARE DELLA DECISIONE ED IMPATTO TERRITORIALE

Comune di Ferrara

Comunale / Comunale

Non specificatamente indicato

èFerrara Urban Center

Ferrara

ANAGRAFICA

Assetto Istituzionale

Normativa locale

Certificato e finanziato dalla Giunta Regionale (bando partecipazione)

2016

20000

14000

Graduatoria Bando Regionale

2016

2017

Con atto del Tecnico di garanzia della partecipazione è stata concessa la proroga per la conclusione al 8/5/2017.

Concluso

GESTIONE DEL PROCESSO DI PARTECIPAZIONE

Dare forza ad un percorso di riordino e revisione dell’azione amministrativa nei confronti delle pratiche di cittadinanza attiva e partecipazione civica, per un coinvolgimento dei cittadini dei processi decisionali a partire dal riconoscimento e potenziamento delle comunità di pratiche locali.

Elaborazione quadro condiviso di proposte di variazione e integrazione dell’attuale Regolamento sulle forme di partecipazione popolare all’amministrazione locale per aumentare e migliorare le forme di inclusione dei cittadini alle decisioni pubbliche tramite gli strumenti della democrazia partecipativa. Realizzare un patrimonio informativo ed esperienziale comune e un sistema di relazioni e scambi rappresentativo del territorio comunale per la programmazione di una Officina dei saperi per la città di Ferrara. Definire una strategia di sostenibilità economica degli interventi delle comunità di pratiche sui beni comuni condivisa dall’amministrazione e dai gruppi di cittadini, attraverso l’individuazione di soluzioni prioritarie da sperimentare e sviluppare. Individuare Micro-interventi e attività diffuse sul territorio di gestione e governo dei beni comuni a cura delle comunità di pratiche coinvolte nel percorso, in collaborazione con altri gruppi di cittadini e/o con la pubblica amministrazione. Predisposizione di un abaco delle pratiche utile per la diffusione di esperienze e attività sul territorio, a partire da una valutazione condivisa del rapporto costo-benefici, delle condizioni di sostenibilità economica e di replicabilità degli interventi dei cittadini sui beni comuni. Elaborare una strategia di rete operativa tra i soggetti organizzati e le comunità di pratiche coinvolte, embrionale allo sviluppo di una Officina dei saperi con il coinvolgimento degli avamposti territoriali mappati. Predisporre linee guide informative sugli aspetti di gestione economica delle pratiche di vivere comune, a partire dalle criticità emerse dai singoli casi (es. ICA, SIAE, esigenza di procedure ad evidenza pubblica) e dalle opportunità che si possono prospettare (es. fund-raising, crowd-funding, incentivi fiscali, sponsorizzazioni e autofinanziamento, baratto amministrativo e bilancio partecipativo).

L’esito principale della prima fase del processo è la definizione della Programmazione delle attività di Urban Center per l’arco temporale Maggio 2017 – Dicembre 2018, come conseguenza diretta delle proposte e richieste avanzate e costruite dalle persone che hanno partecipato alle diversi iniziative realizzate: dal Laboratorio cittadino del 30/03/2017 con il relativo questionario on-line, alle iniziative di ascolto e supporto delle varie comunità di pratiche nei territori. La documentazione finale del processo consiste nel: Documento di Proposta Partecipata con l’insieme delle proposte di cittadini e tecnici del Comune; Tabella delle pratiche di partecipazione civica intercettate nel percorso (allegato come parte integrante del DocPP); Orientamento di giunta PG 49660 del 02/05/2017; Programmazione delle attività di Urban Center (allegato come parte integrante dell’Orientamento di Giunta).

“Officina dei saperi, verso una rete tra le comunità di pratiche” ha portato alla definizione di un Abaco di pratiche di vivere comune, analizzate e valutate considerandone in particolar modo la sostenibilità economica e le condizioni di replicabilità, predisponendo le condizioni per la costruzione di un sistema di diffusione delle informazioni e di condivisione dei saperi rappresentativo dell’intero territorio comunale. Con l’Orientamento di Giunta del 2 maggio 2017 , termina la prima fase dell’ Officina dei saperi che ha visto l’Urban Center e le comunità di pratiche intercettate con il percorso “Ferrara mia 2014-2016”, avviarsi verso la costituzione di una Officina dei saperi intesa come un laboratorio urbano permanente per la condivisione di esperienze, competenze e relazioni per lo sviluppo di progettualità civiche nei territori. La prima fase dell’Officina ha avuto una durata complessiva di sei mesi, dal 18/10/2016 al 02/05/2017, e ha visto l’integrazione delle seguenti attività. Il Laboratorio Cittadino che ha visto il confronto e il dibattito cittadino concentrarsi sulla condivisione di proposte di variazione e integrazione di iter procedurali e norme regolamentari per la diffusione delle pratiche sul territorio comunale e la predisposizione dell’Officina. Oggetto d’attenzione è stato il Regolamento comunale per la disciplina delle forme della partecipazione popolare all’amministrazione locale che, anche alla luce degli esiti dei percorsi già promossi dall’amministrazione e della Legge regionale per la promozione di processi partecipativi, risulta essere non esaustivo delle modalità di inclusione dei cittadini nei processi decisionali pubblici attraverso forme di democrazia partecipativa. Un primo incontro pubblico è stato dedicato al tema della sostenibilità economica degli interventi, e un Tavolo di Negoziazione, con il coinvolgimento dei tecnici del Comune e dei soggetti rappresentativi delle Comunità di pratiche oggetto di accompagnamento e valutazione nel corso del progetto. Ulteriori due incontri del Tavolo di Negoziazione, interviste in profondità e ricerche su possibili avamposti territoriali sono stati i principali strumenti utilizzati per sollecitare i gruppi di cittadini già coinvolti o in avvicinamento, e per prevedere l’inclusione di nuovi soggetti interessati. Infine, un’ Unità di progetto con diversi tecnici della pubblica amministrazione per la traduzione delle riflessioni in variazioni e/o integrazioni alle normative e procedure esistenti.

Altre iniziative o scelte pubbliche

Partecipazione

Codecisione

Prevista da atti deliberativi

Si è scelto per tutto lo svolgimento del processo partecipativo di concentrare le energie sulle Comunità di pratiche già coinvolte.

Singoli cittadini, Organizzazioni di Rappresentanza, Organizzazioni non Formalizzate

300

Si

Tra gli uffici coinvolti della pubblica amministrazione nell’Unità di Progetto, si evidenziano le partecipazioni di: Ufficio Giovani del Comune di Ferrara a supporto della realizzazione degli interventi sul territorio e della comunicazione degli eventi pubblici; Centro per le Famiglie, responsabile della realizzazione del progetto “Scuole come beni comuni” che ha visto negli anni il coinvolgimento di circa 30 scuole di infanzia e primarie del territorio; Ufficio Benessere Ambientale - UBA responsabile di verificare il rispetto dei requisiti di accessibilità dei progetti relativi agli spazi pubblici e di curare le relazioni con le associazioni cittadine sul tema dell’accessibilità.

Forum/Blog/strumenti di e-democracy, Riunioni pubbliche / Gruppi di lavoro, Partecipazione Documentale

interviste strutturate e semi-strutturate, focus-group, world cafè, town meeting, consensus building, ascolto attivo

Facilitatori, Moderatori

Interni ed esterni

Non indicato o dato non disponibile

Empowerment (partecipazione diretta)

VALUTAZIONE REGIONALE DEL PROCESSO

Le attività del percorso partecipativo si concentreranno sulle Comunità di pratiche già coinvolte nel processo. Per permettere un efficace e concreto coinvolgimento di nuove realtà e la diffusione dei risultati del processo sul territorio, è indispensabile e prioritario elaborare specifiche soluzioni per risolvere le residue criticità dei casi già aperti, che solo in questo modo possono diventare casi-studio utili per l’elaborazione di materiale informativo e per la definizione di modalità di collaborazione civica e istituzionale replicabili su tutto il territorio. Si è scelto per tutto lo svolgimento del processo partecipativo di concentrare le energie sulle Comunità di pratiche già coinvolte. Si realizzeranno attività su campo di ascolto e stimolazione del territorio nei luoghi delle Comunità di pratiche: effettuando sopralluoghi, realizzando interviste, offendo inoltre un supporto nella comunicazione e nella promozione delle attività e delle iniziative realizzate dai gruppi di cittadini. È necessario inoltre coinvolgere i soggetti organizzati funzionali al raggiungimento degli obiettivi preposti, in particolar modo: centri civici e luoghi di incontro nelle frazioni, portatori di esperienze e conoscenze specifiche su nuovi modelli di sostenibilità economica, soggetti organizzati del centro cittadino attivi nella comunicazione e rappresentazione della città.

Si prevede l’inclusione dei cittadini nel processo attraverso due strategie di azione: quella del confronto dialogico e deliberativo negli Incontri di discussione organizzata, e quella pratica e operativa delle Comunità di pratiche, ispirandosi ad un modello di ricerca-azione/azione-ricerca per favorire il cambiamento e la riflessione attraverso lo sviluppo e l’impegno di abitudini e pratiche di vita quotidiana. approfondimento ristretto.

Si prevedono tre incontri del tavolo di negoziazione: il primo in fase di condivisione del processo per la definizione congiunta delle finalità e delle macro-attività del percorso partecipativo; il secondo è un incontro preparatorio per l’evento pubblico finale, è un momento strategico per condividere il quadro generale delle proposte e la strategia di revisione del Regolamento per la partecipazione; il terzo è in fase di chiusura per l’approvazione finale del DocPP e la predisposizione dell’Officina dei saperi.

Gli strumenti utilizzati durante la fase di apertura sono: sopralluoghi informali; ascolto attivo; interviste e questionari; seminario su ispirazione della metodologia Ted. Sono previsti sia in fase di apertura, sia di chiusura laboratori di quartiere e world cafè.

Gli strumenti utilizzati durante la fase di chiusura sono: laboratori di quartiere, world cafè, gruppi di discussione coordinati da facilitatori, confronto pubblico su ispirazione del Town Meeting.

Il processo partecipativo sarà accompagnato in tutte le sue fasi da un’adeguata comunicazione, in grado non soltanto di aumentarne la qualità e l’efficacia, ma anche e soprattutto di coinvolgere attivamente i partecipanti, rendendoli vettori di informazione e di conoscenza. Vi sarà una componente della comunicazione che possiamo definire “dinamica” dal carattere diretto, semplice e informale, che includerà tutte le comunicazioni che il processo attiverà attraverso l’azione stessa dei cittadini partecipanti, uno scambio sia nello spazio reale sia nello spazio virtuale, quest’ultimo facilitato dalla disponibilità di strumenti di interazione digitale quali i canali social e la sezione “Comunità” del sito dell’Urban Center. Si aggiunge una componente “statica” che comprenderà tutta la documentazione prodotta e connessa al processo, funzionale ad un’inclusione informata dei cittadini e alla condivisione libera dei dati accessibili.

Comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti

Elaborazione di regolamenti comunali e progetti di revisione statutaria

Si

Si

Si

Si

Si

30%

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 13 della L.R. n. 3/2010, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale n. 979/2016

ALLEGATI

105613/09/2016 03:02:1004/12/2017 15:50:44

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L'osservatorio della partecipazione è realizzato da Ervet s.p.a su incarico della Regione Emilia-Romagna - Credits

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